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Primo Maggio a Bagnoli, i contestatori: "Non è andata come raccontano i sindacati"

"Siamo stati trattati come se lì ci fosse un G8, e non un concerto per i diritti del lavoro". Nella conferenza stampa di stamane i movimenti coinvolti negli scontri di Città della Scienza hanno spiegato la loro versione dei fatti

"Non è andata come dicono i sindacati". I movimenti coinvolti nei tafferugli di ieri, che hanno portato alla sospensione del concerto del Primo Maggio a Bagnoli organizzato da Cigl, Cisl e Uil, spiegano in una conferenza stampa all'aperto le loro ragioni.

"Il nostro corteo doveva sfilare soltanto per le strade del quartiere - dichiara Eduardo Sorge del Laboratorio Politico Iskra - non avevamo intenzione di arrivare fino al luogo del concerto. Quando poi intorno alle 17.30 tre esponenti del Comitato cassintegrati e licenziati Fiat, che invece erano lì, ci hanno detto che gli organizzatori non volevano dar loro la parola e anzi li avevano consegnati alla Digos e fatti cacciare, abbiamo deciso di spostarci al concerto e di sostenerli".

"Arrivati a Città della Scienza - continua Sorge parlando a nome anche degli altri movimenti che hanno partecipato al corteo, ovvero Bancarotta, Disoccupati flegrei, Carc, Pcdl e Usb - siamo stati trattati come se lì ci fosse un G8, e non un concerto per i diritti del lavoro. Dopo i primi momenti di tensione pareva avessimo comunque raggiunto un accordo: un lavoratore dell'Irisbus, un licenziato Fiat ed un rappresentante del neonato ComitatoBonifichiamo Bagnoli avrebbero potuto brevemente prendere la parola. Poi, inspiegabilmente, si è scatenata la violenza di agenti e servizio d'ordine dei sindacati". 

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Intanto Digos e squadra mobile di Napoli indagano sui contestatori del concerto, visionando anche alcuni filmati girati sul posto. Pronti provvedimenti giudiziari nei confronti di operai, disoccupati, precari e cittadini contestatori.
 

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