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Santo Stefano all'Ippodromo: c'è il Derby italiano di trotto

Nell'importante competizione si affronteranno i 12 più forti cavalli del Paese. Previste anche altre gare a margine. L'assessore Panini: "Presto il bando europeo per la gestione dell'impianto di Agnano"

Ippodromo di Agnano

L'Ippodromo di Agnano è oramai diventato il simbolo dell'ippica italiana che prova a rialzarsi dalla crisi: prima il fallimento, ora la rinascita, con corse d'eccellenza ereditate anche da altri ippodromi nel frattempo chiusi o in difficoltà. Come l'86esima edizione del Derby italiano del trotto – tradizionalmente disputatosi nella struttura romana di Tor di Valle – che vedrà affrontarsi, nel giorno di Santo Stefano, i 12 tre anni indigeni più forti del panorama attuale.

A presentare il programma della giornata del 26 è stato oggi Pierluigi D'Angelo, l'amministratore delegato della cordata di imprenditori che ha rilevato l'ippodromo. Una giornata (si parte alle 14,30) ricca di corse di altissimo livello: oltre al derby ci saranno altre sette gare, tra cui spiccano il Galà Internazionale del Trotto e il Gran Premio Allevatori. A contendersi il Derby ci saranno soprattutto la stella Robert Bi - considerato uno dei cavalli più forti d'Europa e favoritissimo per la vittoria finale - ma anche Rod Stewart, e quel Rotary Ok il cui comproprietario è Enzo Giordano, già vittorioso con Varenne nel 1998.

Intanto per la cordata di imprenditori che sta gestendo la struttura di Agnano è arrivata la notizia della prossima partenza del bando europeo. “Il 13 gennaio - ha spiegato l'assessore al lavoro Panini che si è occupato della questione Ippodromo insieme all'assessore comunale al patrimonio Fucito - il consiglio comunale approverà la delibera che permetterà poi di avviare il bando europeo per la gestione dell'impianto per diversi decenni. Agli attuali gestori dico anche che il ministro De Girolamo ha annunciato tempi brevi per il pagamento delle pendenze da parte del governo”.

Accoglie bene la notizia Pierluigi D'Angelo, il quale ha ricordato di non aver “ancora ricevuto un euro e da settembre stiamo investendo in prima persona”, dicendosi poi preoccupato per “eventuali tagli delle risorse destinate agli ippodromi nella legge di stabilità”.

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