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"Quella di Renzi e de Magistris su Bagnoli è una farsa"

Il consigliere comunale Carlo Iannello attacca sindaco e premier a proposito dello stallo che si sta verificando per la riqualificazione del quartiere flegreo

Bagnoli

"Una farsa". È così che il consigliere comunale di Ricostruzione Democratica Carlo Iannello definisce "quella messa in scena in quest’ultimo anno da Renzi e da de Magistris" a proposito della riqualificazione di Bagnoli. La situazione è ferma: il Governo non nomina il commissario, il Comune promette barricate.

Da un lato la soluzione di Renzi, quello "Sblocca Italia – spiega Iannello – approvato, per ragioni di necessità e di urgenza, da circa un anno e oggetto, in questo giorni, di proposte di modifica". "Si tratta, com’è noto, di una legge speciale che affida ogni potere a un commissario, a un soggetto attuatore (Invitalia, secondo le modifiche in via di approvazione) e ai privati che vorranno entrare nell’affare (cioè nella società che il soggetto attuatore può costituire). Il tutto condito non solo dalla possibilità di derogare alle leggi e agli strumenti urbanistici, cui oltre 20 anni di commissariamenti vari ci hanno assuefatto, ma addirittura dal conferimento alla proprietà fondiaria della potestà di scriversi le norme urbanistiche: caso, questo, unico nel mondo civile".

La proposta, secondo Iannello, oltre ad essere quasi "eversiva dei principi liberaldemocratici", è anche "poco credibile perché la storia di questi ultimi 20 anni avrebbe dovuto far comprendere che l’incapacità di amministrare (cioè di attuare e gestire i piani) non si risolve con la creazione di un organo amministrativo straordinario con licenza di derogare alle leggi".

"De Magistris, dal canto suo – prosegue il consigliere comunale da sempre in prima linea sulla vicenda di Bagnoli – non si erge solamente a difensore dei sacrosanti principi costituzionali che affidano l’urbanistica al comune (che – è bene ricordare – la sua amministrazione ha però contribuito a vanificare dall’interno, sfasciando il dipartimento di urbanistica faticosamente creato a metà degli anni ‘90), annunciando legittimi e condivisibili ricorsi amministrativi, ma cerca soprattutto di sfruttare politicamente questa vicenda per le prossime elezioni, chiamando di nuovo il popolo alla rivoluzione".

Quella che secondo Iannello è stata tradita proprio quando la giunta arancione propose "irresponsabilmente" il quartiere flegreo "come sede della coppa America, con il consenso di tutto il ceto politico e di quella imprenditoria stracciona che non ha mai voluto investire un euro su Bagnoli, aspettando sempre alla finestra in attesa dei finanziamenti statali".

"Occorrerebbe umilmente riconoscere che per salvare Bagnoli l’intervento statale è necessario – conclude Carlo Iannello – purché finalizzato a ricostruire il tessuto ammnistrativo ordinario. Con il commissariamento, da un lato, e la demagogia dell’autosufficienza, dall’altro, non si va da nessuna parte".

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