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Bagnolifutura in tribunale, chiesta revoca del sequestro

La Società partecipata di Bagnoli, sotto inchiesta per truffa e disastro ambientale, chiede il dissequestro dell'area ex Italsider

Area ex Italsider

La situazione debitoria di Bagnolifutura, la partecipata che gestisce la riqualificazione dell'area ex Italsider, è stata così descritta dal suo avvocato Giovambattista Vignola: 72 milioni dovuti a Monte dei Paschi di Siena, 63 milioni a Unicredit, 54 tra Fintecna fornitori, imposte e personale. Un debito totale di 189 milioni al 31 dicembre 2012. La memoria difensiva di Vignola, riportante queste cifre, è stata presentata ieri all'udienza del Riesame contro il sequestro - disposto dalla magistratura nell'ambito dell'inchiesta sulla bonifica - dell'area gestita dalla Stu (Società di Trasformazione Urbana) a Bagnoli.

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Gli avvocati della partecipata insistono che il sequestro venga revocato, questo perché sta determinando ulteriori “difficoltà di natura finanziaria” soprattutto se si tiene conto delle “esigenze, di natura pubblica, connesse la risanamento di Bagnoli”. Secondo la difesa, non sussistono né il fumus dei reati contestati (truffa e disastro ambientale) né le esigenze cautelari che hanno portato alla scelta dei sigilli posti all'area ex Italsider. Al Riesame, per chiedere la revoca del sequestro, si è rivolto anche l’avvocato Giovanni Siniscalchi, legale della ditta De Vizia (a cui Bagnolifutura aveva appaltato la bonifica), la quale non deve però rispondere dei reati contestati a Bagnolifutura.

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